I Giorni dell’Anticristo:
Peter Thiel a Roma


Dal 15 al 18 marzo 2026 il fondatore di Palantir ha tenuto seminari segreti nella capitale. Teologia, geopolitica, sorveglianza di massa e un contratto secretato da un milione di euro con il Ministero della Difesa italiano. Tutto quello che non vi hanno raccontato.

Roma, 15 marzo 2026. In un palazzo rinascimentale nel cuore della capitale — Palazzo Taverna-Orsini, a due passi da piazza Navona e dal Vaticano — un uomo entra portando con sé un leggio.
Le luci vengono abbassate. I telefoni sono stati lasciati fuori.
Chi è nella sala ha firmato un accordo di riservatezza con penale fino a diecimila euro. Sono poco più di 165 persone selezionate: seminaristi americani, giornalisti, imprenditori, funzionari della destra conservatrice. L’uomo al leggio si chiama Peter Thiel. E inizia così: «Trump qui non va di moda, ma io non sono d’accordo.»

In pochi giorni, quella sala diventerà il centro di una polemica nazionale su democrazia, sorveglianza di massa, contratti militari secretati e la domanda — rimasta senza risposta — se il governo Meloni stesse intrecciando accordi nell’ombra con uno degli uomini più potenti della tecno-destra americana.



Chi è Peter Thiel: l’uomo che finanziò Trump e costruì Palantir

Nato a Francoforte nel 1967 e cresciuto tra il Sudafrica e la California — come Elon Musk — Peter Thiel è oggi una delle figure più potenti e più enigmatiche del panorama tecnologico e politico globale. Non è semplicemente un imprenditore di successo.

Co-fondatore di PayPal e primo grande investitore esterno di Facebook, nel 2003 ha fondato Palantir, società specializzata nell’analisi di grandi quantità di dati utilizzata da governi, agenzie di intelligence e forze armate. I software dell’azienda sono impiegati per attività che vanno dalla sicurezza nazionale alla gestione dei flussi migratori, diventando uno dei principali fornitori tecnologici di istituzioni statunitensi come il Pentagono, l’ICE, il National Health Service nel Regno Unito e il ministero della Difesa israeliano.

Profilo


  • Nato: Francoforte, 1967
  • Cresciuto: Sudafrica e California
  • Co-fondatore: PayPal (1998), Palantir (2003)
  • Primo grande investitore: Facebook
  • Patrimonio: miliardi di dollari (stime variabili)
  • Finanziatore: Donald Trump (2016), JD Vance
  • Filosofia: René Girard, Leo Strauss, Carl Schmitt
  • Ossessione nota: Il Signore degli Anelli (letto 10 volte)

Nel 2016 si è scoperto che aveva segretamente finanziato per anni la causa legale di Hulk Hogan contro Gawker Media, il sito di gossip che nel 2007 aveva rivelato il suo orientamento sessuale. Thiel aveva investito circa 10 milioni di dollari nell’operazione, portando il sito alla bancarotta. Una vendetta pianificata nel lungo periodo, tipica del suo stile. Ha anche finanziato ricerche sul prolungamento della vita, tra cui quelle sulla trasfusione di sangue giovane come possibile elisir di lunga vita, e sul seasteading, il progetto di costruire città-stato galleggianti in acque internazionali, libere da qualsiasi regolamentazione governativa.

«La libertà e la democrazia non sono più compatibili.»

— Peter Thiel, prima lezione romana, 15 marzo 2026

Per Thiel il Vaticano è ancora un vero centro di potere, di quelli capaci di influenzare e controllare. Per lui la religione è uno dei pochi veri collanti sociali, necessaria per stabilire o mantenere l’ordine. È con questa visione che arriva a Roma — la città dei Papi — a parlare di Apocalisse.


La Teologia dell’Apocalisse: Girard, Schmitt e l’Anticristo come categoria politica

Thiel eredita la diagnosi di René Girard — il desiderio mimetico, la spirale di violenza, l’Umanità stessa esposta al rischio di diventare vittima delle distorsioni del progresso che ha generato — ma ne rigetta la cura. Dove Girard vede nella Croce la via della riconciliazione, Thiel vede solo la necessità di accumulare potenza sufficiente a impedire che l’Anticristo scarichi sull’Umanità la violenza di tutti.

In un saggio del 2004, “The Straussian Moment”, presentato a una conferenza privata da lui stesso finanziata a Stanford, Thiel intreccia la teoria mimetica di Girard con le riflessioni del filosofo politico Leo Strauss — studioso della crisi della democrazia liberale — e con quelle del giurista Carl Schmitt, che diede il fondamento teorico al regime nazista con la sua dottrina dello “stato di eccezione”. Per Thiel, gli attacchi dell’11 settembre hanno rivelato la fragilità del liberalismo secolare di fronte a un nemico che non ha dimenticato la distinzione schmittiana tra amico e nemico.

Il risultato è una visione peculiare: nelle sue conferenze Thiel invita ad accelerare il progresso tecnologico, a correre molti più rischi, a portare il mondo a un punto di quasi-apocalisse per impedire il ritorno dell’Anticristo. È una visione che fonde escatologia cristiana ultraconservatrice, accelerazionismo tecnologico e sovranismo politico in un cocktail ideologico inedito. Thiel si presenta come il custode contro la fine, ma agisce come un architetto della fine che dice di temere.

Nella sua mente, questo sta già accadendo. Thiel ha affermato che gli organismi finanziari internazionali, che rendono più difficile per le persone proteggere la propria ricchezza nei paradisi fiscali, sono un segno che l’Anticristo potrebbe stare accumulando potere e accelerando l’Armageddon, notando come sia “diventato piuttosto difficile nascondere il proprio denaro”.

«Per Thiel l’Anticristo sarebbero gli organismi internazionali, le regolamentazioni finanziarie e tecnologiche, l’ambientalismo, Greta Thunberg.»

— Today.it, analisi delle conferenze


I Quattro Giorni a Palazzo Taverna: cosa è successo davvero

  • Ante 15 Marzo — Il Mistero della Location
    L’Angelicum, prestigioso centro del pensiero tomista, si è trovato improvvisamente al centro di un vortice mediatico dopo la diffusione di voci insistenti su un ciclo di quattro conferenze dedicate alla figura dell’Anticristo, con Thiel come relatore. L’università ha reagito con una nota ufficiale firmata dal rettore, Padre Thomas Joseph White, smentendo categoricamente ogni coinvolgimento. Secondo ricostruzioni difficili da verificare, Papa Leone XIV avrebbe espresso riserve tramite il cardinale Parolin, chiedendo l’annullamento delle prenotazioni.
  • 15 Marzo — Prima Lezione
    L’atmosfera è stata volutamente austera: Thiel ha parlato per circa due ore davanti a una platea ristretta di studenti, seminaristi e ospiti selezionati, con luci soffuse e un leggio portato con sé. Ha scelto fin dall’inizio di lasciare sospeso il punto più curioso: chi sarebbe oggi l’Anticristo: “So che vi state chiedendo chi sia”, ha detto ai partecipanti: “Lo capiremo alla fine”.
  • 15-18 Marzo — Regole Ferree
    Per gli eventi tutti i partecipanti sono stati selezionati rigorosamente e sono tutti opinion leader del mondo cattolico italiano. Le lezioni dovrebbero durare due ore, dalle 16 alle 18. I cellulari dovranno essere lasciati fuori dalla sala. Vietate foto e riprese: pena una multa fino a 10mila euro.
  • 16 Marzo — Chi c’era in sala
    165 invitati a Palazzo Taverna: seminaristi del North American College, qualche prete americano e studenti dell’Angelicum. Il volto noto è Daniele Capezzone, oggi direttore del Tempo, e il suo predecessore Roberto Arditti. Ma anche Oliviero Bergamini e Barbara Carfagna della Rai. Presente anche il responsabile internazionale della Lega Giovani Davide Quadri e Cristiano Cerasani, collaboratore del presidente della Camera Lorenzo Fontana.
  • 17 Marzo — Protesta Fuori
    Davanti al ministero della Difesa, a Palazzo Baracchini, con sullo sfondo uno striscione con la scritta “Peter Thiel out of Rome”, un gruppo di attivisti del movimento No Kings Italia ha organizzato un flash mob di protesta denunciando i rapporti tra il governo italiano e le aziende fondate da Peter Thiel.
  • Domenica — Messa in Latino
    Subito dopo la prima conferenza, si è tenuta una Santa Messa celebrata in latino e ad orientem nella vicina Basilica di San Giovanni dei Fiorentini. Thiel ha disertato la funzione, scegliendo un profilo basso.

Il contenuto delle lezioni: quello che è trapelato

Nella prima affermazione Thiel ha messo subito in chiaro le cose: “Trump qui non va di moda, ma io non sono d’accordo”. Poi ha detto che non siamo alla Terza Guerra Mondiale, ma alla Seconda Guerra Fredda. I due colossi stavolta sono Cina e USA. Ha citato Papa Benedetto XVI e Vladimir Solovev, che ha scritto “Il racconto dell’Anticristo”. Ha detto che i governi devono investire sulla natalità, come Elon Musk. Ha spiegato che la competizione globale tecnologica si deciderà nella sfida per la supremazia nell’Intelligenza Artificiale tra USA e Cina.

Ai partecipanti è stato imposto il divieto assoluto di divulgare i contenuti degli incontri, da cui è emersa anche la necessità di ribellarsi alla “stagnazione tecnologica” nel mondo sviluppato. Il quotidiano La Stampa ha riportato come nella riunione di martedì, l’uditorio si aspettasse soprattutto di capire in quale “politico” Thiel avesse individuato l’Anticristo.

Su Xi Jinping: Thiel ha affermato che il leader cinese “è sessista e razzista”, e che “qualcuno pensa sia la reincarnazione di Hitler”. L’Anticristo vero, però, Thiel lo identifica in chiunque opponga un limite al progresso illimitato.


Le Notizie Scomode: Palantir, i Contratti Secretati e la Difesa Italiana

Notizie verificate da fonti primarie
Quanto segue è basato su documenti e inchieste del quotidiano Domani, su interrogazioni parlamentari depositate agli atti, e su dati pubblici del Ministero della Difesa italiano. Si tratta di informazioni verificabili ma rimaste in larga parte fuori dal racconto mainstream della vicenda.

Il contratto secretato da un milione di euro

Il ministero della Difesa italiano ha instaurato un rapporto con Palantir, la controversa società di software e analisi dei dati di proprietà di Thiel. A certificarlo una “procedura negoziata” e “secretata” del 2024. In realtà è solo l’ultimo tassello di una relazione iniziata alcuni anni fa. La procedura è stata avviata dalla Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del ministero della Difesa (Teledife): un procedimento per la “fornitura licenza Palantir Gotham”, dal valore di un milione di euro.

La filiale italiana, costituita nel 2012, resta quiescente fino al 2018. Con il tempo le cifre lievitano. In un documento del ministero della Difesa si legge di un contratto tra Teledife e il colosso USA: oltre un milione di euro per “l’acquisizione e l’ampliamento” di sistemi informatici. Tra il 2018 e il 2020 Teledife bandisce due gare d’appalto a oggetto “programma Palantir” da 1,3 milioni e 950mila euro. Nella relazione che la Difesa ha presentato al Parlamento nel 2019 si legge di “software Palantir” e di spese per il governo di 1.200.000 di euro (tra il 2017 e il 2020) e 290mila euro (nel 2018).

Gotham: il software usato dall’ICE, da Gaza, per cacciare Maduro

Gotham è utilizzato soprattutto da forze armate, intelligence, polizia e agenzie di sicurezza per integrare e analizzare grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse per ricostruire relazioni tra persone, eventi, luoghi o transazioni, visualizzare le connessioni e individuare pattern o anomalie, per supportare operazioni investigative o militari. Il software sarebbe stato usato dall’ICE, l’agenzia federale americana per l’immigrazione, nelle recenti deportazioni di migranti a Minneapolis, dall’esercito israeliano a Gaza, dagli Stati Uniti per catturare il presidente Nicolás Maduro in Venezuela e individuare la guida suprema Ali Khamenei in Iran.

Di fronte alle richieste di chiarimento, l’ufficio stampa del ministero della Difesa ha risposto: “Si tratta di un contratto secretato di cui non possiamo dire nulla perché riguarda alcuni aspetti delicati del paese”.

«Da settimane restano senza risposta diverse interrogazioni parlamentari sul rapporto tra lo Stato italiano e Palantir. Parliamo della possibile gestione di banche dati pubbliche, dalle cartelle sanitarie alle informazioni fiscali e catastali.»

Elisebatta Piccolotti, alleanza verdi e sinistra

Interrogazioni parlamentari senza risposta

Il deputato del Partito Democratico Andrea Casu ha rivolto 4 domande precise alla Presidenza del Consiglio dei ministri e ai ministeri guidati da Crosetto, Tajani, Urso e Zangrillo: se il Governo sia a conoscenza della presenza a Roma di Peter Thiel e se siano previsti incontri ufficiali o istituzionali con la Presidente del Consiglio o con membri del Governo; se amministrazioni pubbliche italiane, società partecipate dallo Stato o enti pubblici abbiano in essere rapporti contrattuali con Palantir Technologies.

AVS aveva presentato un’interrogazione parlamentare già il 29 gennaio 2026 che però ad oggi non ha ancora ricevuto risposta. Trasparenza e tutela dei dati dei cittadini devono essere priorità assolute.

La rete europea di Palantir: non solo Italia

La società fondata da Thiel ha firmato una partnership con il ministero della Difesa britannico per l’uso delle proprie tecnologie nel settore militare e vanta anche un accordo pluriennale con l’intelligence interna francese (DGSI). L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo dell’intelligenza artificiale. La NATO Communications and Information Agency ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Palantir Maven Smart System NATO, dichiarando di voler utilizzare Maven per accelerare l’adozione di nuove soluzioni di intelligenza artificiale nei suoi 32 stati membri.

Secondo il deputato Andrea Casu: “Non stiamo parlando di confronto culturale, né di pellegrinaggio religioso, ma degli affari di uno degli uomini più influenti dell’amministrazione americana che cerca spazio”.


L’Organizzatore nell’Ombra: l’Associazione Vincenzo Gioberti di Brescia

In Italia, gli incontri sono stati organizzati dall’associazione culturale Vincenzo Gioberti e dal Cluny Institute alla Catholic University of America. L’associazione Gioberti si autodefinisce “una voce conservatrice, un luogo d’incontro per riscoprire valori e tradizioni del Paese. Il sogno che ci guida: restaurare l’unità spirituale degli Italiani a partire dall’identità cattolica, dalle piccole patrie, e dalle pratiche ereditate dall’Antico Regime”.

Tra i riferimenti politici c’è il generale Roberto Vannacci, ritenuto dai membri dell’Associazione un punto di riferimento “per la restaurazione del primato morale e civile degli italiani”. Il presidente è Alberto Garzoni, studioso del pensiero di Sant’Agostino, giovane dottorando in Teologia all’Università di Oxford, chairman di Catholics in the Conservative Party, un gruppo a sostegno dell’ala più a destra e tradizionalista dei Tories.

La scelta dell’Italia non è casuale: l’Italia di Giorgia Meloni è uno dei laboratori europei più interessanti per quella destra post-liberale, sovranista e tecnologicamente orientata che Thiel incarna e promuove.

Il Tour Europeo: da San Francisco a Cambridge a Tokyo

Prima dell’Italia, Thiel ha portato le stesse conferenze negli Stati Uniti e nel Regno Unito: prima a San Francisco, cuore dell’industria tecnologica americana, e poi a Cambridge, a fine gennaio. L’incontro britannico è stato organizzato dal professore James Orr, docente universitario e consigliere politico di Nigel Farage, leader del partito nazionalista Reform UK, oggi in forte crescita nei sondaggi.

L’idea dietro questi viaggi europei è molteplice: da una parte Thiel cerca una legittimazione accademica, come ha fatto a Parigi alla Académie des sciences morales et politiques. Ma c’è pure una questione strategica in gioco: il tentativo di consolidare un linguaggio comune tra due fazioni rivali, i tecno-fascisti della Silicon Valley e la destra religiosa.


Il Grande Paradosso: L’Anticristo Siede al Leggio

Peter Thiel non è semplicemente un imprenditore di successo né un finanziatore dell’estrema destra. È il progettista di un’ideologia che vuole essere all’altezza della fine dei tempi. Il paradosso è che il modo in cui si prepara alla catastrofe somiglia molto al modo in cui la produce.

Nel momento in cui associa all’Anticristo quelle figure e quegli organismi che si battono per la cooperazione, la solidarietà sociale e la diplomazia internazionale, e alla libertà quelle tecnologie e piattaforme che, deregolamentate, si stanno facendo strumento di accentramento di potere, di autoritarismo e di discriminazione, Thiel non sta facendo altro che difendere l’ideologia libertaria dei cosiddetti tech bro della Silicon Valley, schieratisi in prima linea a favore di Trump: l’Anticristo che Thiel descrive sembra essere proprio lui.

Dal Vaticano, per tramite del quotidiano dei vescovi Avvenire, è arrivata una risposta teologica precisa: Thiel usa la parola “Anticristo” in senso girardiano-metaforico: come categoria politico-culturale per designare chi frena il progresso, chi regola il potere, chi oppone limiti all’innovazione illimitata. La definizione giovannea dell’Anticristo è invece precisa, teologica, cristologica: riguarda il riconoscimento o il rifiuto dell’Incarnazione. Non riguarda la politica climatica. Non riguarda il welfare. Non riguarda la regolazione dell’intelligenza artificiale.

«Avesse voluto stabilire connessioni o sviluppare contatti avrebbe fatto prima a dedicarsi a quello senza l’esposizione delle letture. Per incontrare un amministratore delegato o un ministro gli basta alzare il telefono, non c’è bisogno di organizzare lezioni sull’Anticristo.

Andrea Venanzoni, saggista e partecipante alle conferenze, Milano Finanza

Eppure la domanda rimane. Le sue conferenze, spesso circondate da un’aura di esclusività — i partecipanti non possono registrare né trascrivere — mescolano riferimenti filosofici, analisi politiche e scenari escatologici. Roma è stata una tappa simbolica non casuale: la culla del cattolicesimo, a pochi passi dal Vaticano, in un momento in cui la Santa Sede ha appena pubblicato il suo documento “Quo vadis, humanitas?” sulle sfide tecnologiche dell’umanità.

Thiel è andato via senza rispondere alla domanda più attesa. Chi sia davvero il politico-Anticristo non è stato rivelato pubblicamente. Ma forse la risposta conta meno della domanda che la sua presenza ha lasciato aperta: a chi appartengono i dati degli italiani, e chi decide il destino tecnologico dell’Europa?


Fonti e Riferimenti Verificati

Questo articolo si basa esclusivamente su fonti giornalistiche verificate e documenti pubblici: Avvenire (rubrica L’Armonauta, 2 articoli, marzo 2026); Domani (inchiesta sui contratti Palantir-Difesa); Euronews Italia (resoconto post-conferenze, 19 marzo 2026); Fanpage.it (2 articoli); Famiglia CristianaOpen OnlineRSIRivista StudioStartMagToday.it (2 articoli); Valigia Blu (analisi approfondita); Virgilio NotizieMilano Finanza (intervista ad Andrea Venanzoni); MOW MowmagKey4BizInfoSannio (da La Vanguardia); TGCOM24. Documenti parlamentari: interrogazioni AVS (29 gennaio 2026) e PD (Andrea Casu e Giuseppe Provenzano, marzo 2026). Documenti Difesa: relazione 2019 al Parlamento sullo stato dei sistemi, gare d’appalto Teledife 2018-2024. Tutti i contratti citati sono di pubblico dominio o secretati per dichiarazione dello stesso Ministero.

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